Il Metodo Nexcommon

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Il metodo Nexcommon

Quattro passi per trasformare la conoscenza specialistica in conoscenza comune

Non sostituiamo i vostri software né le vostre persone: li colleghiamo. Ecco come, su un esempio reale.

Video: il metodo Nexcommon in quattro passi (1 minuto) · ideato da Nexcommon con l’aiuto di LLM

L’esempio: un viadotto da adeguare. Sei discipline, tre ambienti di condivisione dati, centinaia di tavole e di email. Tutti lavorano bene, ma nessuno ha la visione d’insieme.
1

Ascoltare

Parliamo con chi lavora e, con l’aiuto dell’AI, disegniamo la mappa: chi fa cosa, con quale software.

Esempio · Il progettista consegna su ACC, il verificatore lavora su Trimble Connect, l’impresa manda i computi via PEC. In pochi incontri la mappa è pronta.

2

Collegare

Colleghiamo gli strumenti che ci sono già. Nessuno cambia software.

Esempio · La tavola TAV-0101 rev. C caricata dal progettista arriva al verificatore con la stessa revisione, lo storico e i metadati. Nessun file girato via email.

3

Automatizzare

Agenti AI fanno i controlli ripetitivi. Decide sempre il professionista.

Esempio · Il nome del file dice rev. D, il cartiglio rev. C: l’incoerenza è segnalata prima della consegna. Alla domanda «quali tavole sono cambiate da ieri?» la risposta arriva in pochi secondi.

4

Condividere

Ogni ruolo vede lo stesso dato, nella forma che gli serve.

Esempio · Il committente vede l’avanzamento, la direzione lavori i rilievi aperti, l’impresa le tavole approvate. Le decisioni si prendono sugli stessi numeri.

Il risultato

Prima: File girati via email
Dopo: un flusso tracciato
Prima: Controlli a mano
Dopo: segnalazioni automatiche
Prima: Ognuno la sua versione
Dopo: un dato condiviso
Prima: Conoscenza nelle teste
Dopo: conoscenza comune

Vuoi applicare il metodo al tuo progetto?

Partiamo da una commessa vera: in un primo incontro disegniamo insieme la mappa.